Roboze – la squadra dietro il brand e le innovazioni introdotte in campo 3D

Alessio Lorusso, giovanissimo visionario nel campo della manifattura additiva, è riuscito a progettare la propria stampante 3D a 17 anni. Si trattava di una stampante “beltless”, soluzione adottata anche per le macchine Roboze, che riesce ad operare per soddisfare le esigenze delle PMI in vari settori di attività.

Il lavoro costante per portare sul mercato una tecnologia di stampa 3D innovativa, in grado di rivoluzionare l’industria manifatturiera, ha già dato i suoi frutti. Importanti player dell’industria manifatturiera di 4 continenti, come GE Global Research, Airbus, Elbyt System, Mecaer Aviation Group, ma anche numerose altre realtà, hanno già scelto di integrare le macchine Roboze nel proprio processo produttivo.

Damiano Vescovo, CEO di Selltek, percependo il potenziale di Roboze, ha commentato così la partnership siglata nel novembre del 2017: “Eravamo alla ricerca di una soluzione per la produzione di parti con materiali altamente performanti come il PEEK e l’Ultem. Roboze ha soddisfatto tutti gli standard ricercati e non vediamo l’ora di accompagnare i nostri clienti in questa nuova e rivoluzionaria opportunità. Le soluzioni Roboze ci aiutano a raggiungere tutti i segmenti di mercato con prodotti di altissima qualità, innovati e con elevate proprietà meccaniche”.

Come è iniziato il tutto

Roboze nasce nel 2013, a Bari, dalla fusione di 3 aziende di famiglia: un’azienda di ricambi; la Diablocks che inventa e brevetta un bloccasterzo per auto; ed una terza società specializzata nella lavorazione di metalli e componenti di acciaio.

Motivo di vanto in casa Roboze è il fatto che l’80% delle macchine sono prodotte “in casa” ed il restante 20% da aziende e produttori meccanici quasi esclusivamente pugliesi.

Mentre tutta la produzione si trova in Italia, l’azienda ha una sede in Israele ed è in procinto di aprire un ufficio commerciale anche a New York.

La tecnologia 3D di Roboze

Le macchine 3D di Roboze sfruttano la tecnologia di stampa FFF e  producono parti finite con materiali alternativi ai metalli, ad alta performance, grazie ad un estrusore HPV ed il sistema senza cinghie, per una maggiore precisione. Eliminando le cinghie, il funzionamento fluido e silenzioso viene garantito dalla dentatura degli ingranaggi elicoidali.

Il sistema Beltless, viene utilizzato sui 3 modelli di stampanti 3D attualmente disponibili in casa Roboze:

Roboze One, Roboze One+, Argo 500.

L’azienda spiega che tale sistema consiste nella movimentazione meccatronica di X e Y che rende le proprie stampanti 3D le più accurate della tecnologia FFF, garantendo ripetibilità meccaniche ed alte precisioni per la produzione di piccoli lotti e prodotti on-demand.

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Vantaggi della tecnologia di stampa 3D FFF di Roboze

  • Estrusori oltre i 400° – questo sistema in attesa di brevetto, permette alle proprie stampanti 3D di produrre materiali ad alta viscosità anche ad elevatissime temperature.
  • 10 differenti materiali per la stampa – tutti materiali tecnici di altissima qualità, con particolari caratteristiche chimico-fisiche e proprietà meccaniche.
  • Precisione meccanica – componenti meccanici ad altissimo livello garantiscono una qualità difficile da eguagliare.
  • Peek  – un materiale particolarmente viscoso, molto leggero e biocompatibile. Questo particolare materiale è stato già utilizzato per stampare una parte di calotta cranica, sul quale i chirurghi della Casa Sollievo della Sofferenza, di San Giovanni Rotondo, hanno sperimentato un intervento maxillo facciale. Successivamente, hanno poi riprodotto l’intervento su un vero paziente.

Progetti per il futuro

Ilaria Guicciardini, marketing director di Roboze, dichiara – “Più si andrà avanti e più le soluzioni dovranno tenere conto delle esigenze dell’industria. L’interesse verte nella ricerca dell’additive manufacturing e noi intendiamo diventare azienda di riferimento a livello internazionale. Siamo sempre più impegnati nella ricerca e abbiamo un team di ingegneri, giovani laureati del Politecnico di Bari o dell’Università del Salento, che sta studiando le tecnologie dei prossimi cinque anni. Collaboriamo con il Dipartimento dei materiali compositi del Politecnico di Catania oltre ad avere contatti con aziende di tutto il mondo. E’ sicuramente una sfida emozionante.

In un intervista accordata a Puglia Start up, Alessio Lorusso sottolinea che “La missione dell’azienda è quella di offrire un miglioramento nella vita di ogni singola persona grazie allo sviluppo di prodotti e applicazioni tecnologiche, offrendo al contempo opportunità di nuovo business e rivoluzionando i processi produttivi industriali.

L’obiettivo del marchio è quello di espandersi a livello internazionale ed offrire soluzioni di stampa in un numero più ampio di settori.

Nel frattempo, Roboze, per farsi conoscere e per aumentare la visibilità e la sua reputazione, partecipa a fiere di settore, nazionali ed internazionali, e consolida partnership strategiche nel territorio.

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